Secondo la Teoria economica, ci sono diversi fattori che possono minare la continuità aziendale e quindi dare luogo alla Crisi d’Impresa:

Andrebbe comunque  sempre tenuta distinta la Crisi (di solito di natura economica) dalla Insolvenza (di natura finanziaria – cattiva gestione dei Flussi di Cassa) che sono due aspetti ben diversi, seppure strettamente collegati.  

Gli amministratori sono i primi responsabili in caso di cattivo andamento dell’impresa e la loro è una responsabilità soggettiva, ossia discende dalle specifiche competenze da essi possedute.

L’amministratore per non incorrere in responsabilità deve operare secondo la diligenza media, che non è semplicemente la diligenza del buon padre di famiglia, ossia quella dell’uomo dotato di medio buon senso e capacità, bensì “la diligenza con riguardo alla natura dell’attività esercitata”. Ciò significa che la diligenza richiesta è di tipo professionale, in ragione della natura e della complessità dell’attività gestoria.

Quando l’azienda è in crisi, per gli amministratori cambiano anche i metodi gestionali, e, detto in termini molto semplici, si passa dall’obiettivo di massimizzare i profitti quello di voler conservare il Patrimonio residuo.

A questo punto di tratta solamente di salvaguardare la Continuità Aziendale, magari sospendendo temporaneamente il pagamento ad alcuni Creditori.

In questo caso la diligenza degli Amministratori va valutata sulla base della correttezza delle valutazioni preventive effettuate in ordine al profilo di rischio delle operazioni e tenendo conto della strumentalità delle nuove operazioni rispetto all’oggetto sociale.

Il Nuovo Codice della Crisi amplia le responsabilità degli amministratori che non proteggono adeguatamente il patrimonio aziendale e con ciò arrecano danni   derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo e per tali comportamenti, infatti, essi sono solidalmente responsabili verso la società, quindi l’amministratore dovrà rispondere civilmente con tutto il suo patrimonio.

Per le Aziende Sane

La probabilità di eventuali Perdite su Crediti Commerciali è notevolmente aumentata, negli ultimi mesi, a causa di una situazione di cui non si conoscono ancora con certezza gli effetti di lungo periodo.

I crediti Commerciali sono una parte molto significativa del bilancio aziendale e rappresentano una fetta consistente del patrimonio (a volte oltre il 40%).

L’equilibrio finanziario a breve termine dell’impresa è un elemento fondamentale da monitorare in quanto un suo significativo peggioramento costituisce la causa più diffusa di dissesto aziendale.

  • Come può un’Azienda, da sola, a fare fronte a perdite su Crediti di importi elevati per casi di insolvenza dei suoi Clienti?
  • Come possono, gli Amministratori, dimostrare di avere usato la dovuta Diligenza per fare fronte a tali imprevisti, in un contesto economico come quello attuale?

L’Agente di Assicurazione Crediti, Vero professionista del settore, può fornire agli Amministratori il prodotto più Sicuro e Conveniente per l’Azienda.

Con la polizza Crediti anche il Revisore avrà la necessaria risposta ai propri quesiti in merito alla Sicurezza e Certezza dei Tempi di Incasso dei Crediti Commerciali riportati nei Conti aziendali.

Aggiornamento Normativo

Sinteticamente si riepilogano alcune delle misure previste dalla legge n 147 in vigore dal 24 ottobre 2021:

  • si rinvia l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al d.lgs n. 14 del 2019 al 2022
  • si rinvia al 31 dicembre del 2023 l’applicazione delle misure d’allerta 
  • si proroga il termine per l’introduzione dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo delle Srl e delle cooperative
  • si introduce e disciplina la procedura di composizione negoziata della crisi (a decorrere dal 15 novembre), nuovo istituto volontario, cui si accede tramite una (istituenda) piattaforma telematica nazionale, che offre all’imprenditore l’affiancamento di un esperto terzo e indipendente per agevolare, in maniera riservata, le trattative con i creditori. 
  • si disciplinano nel dettaglio le possibili soluzioni adottabili in esito alla procedura, prevedendo, fra le altre, nel caso di mancata individuazione di una soluzione idonea al superamento della situazione di crisi la possibilità per l’imprenditore di presentare una proposta di concordato per cessione di beni unitamente al piano di liquidazione, il c.d. concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio; 
  • si apportano una serie di modifiche alla legge fallimentare, con l’anticipazione di alcuni strumenti di composizione negoziale previsti dal Codice della crisi;
  • si dispongono misure urgenti in materia di concorso per il reclutamento dei magistrati ordinari
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